Romano di lombardia

Romano di Lombardia

Chiesa prepositurale di S. Maria Assunta e S. Giacomo Apostolo

All’interno dell’imponente complesso architettonico della parrocchia di Romano, composto da diverse chiese ed edifici dall’elevato valore storico e artistico, spicca la splendida chiesa prepositurale dedicata a Santa Maria Assunta e San Giacomo Apostolo.

La costruzione della nuova chiesa, su progetto dell’architetto e pittore romanese Giovan Battista Caniana, iniziò nel 1714 e si protrasse per circa quarant’anni fino alla sua ufficiale apertura al pubblico nel 1762.

Lavori di ampliamento e decorazione proseguirono nei decenni e nei secoli successivi con il contributo di diversi architetti succeduti al Caniana.

La maestosa facciata tardo-settecentesca, caratterizzata dalla particolare soluzione dei due campanili gemelli, è conclusa da un pittoresco attico balconato con eleganti statue dello scultore Angelo Moneghini.

Le campane precedenti

Di un nuovo concerto di campane si ha notizia nel 1811, quando il fonditore cremasco Andrea Crespi fu incaricato della fusione di dieci bronzi intonati in scala diatonica di Si2 maggiore. Le tre campane più grandi furono collocate nella torre sud e le restanti sette nella torre nord.

Nel 1921 le campane Re#3 e Do#4, compromesse da incrinature, vennero rifuse dalla fonderia Fratelli Barigozzi di Milano.

Il 27 ottobre 1942, per le esigenze belliche della Seconda Guerra Mondiale, fu data esecuzione all’ordine di requisizione dei bronzi della prepositurale di Romano. Furono asportate le tre campane maggiori.

Nuove campane

Terminato il conflitto bellico, nell’aprile del 1947 lo stato italiano informò le parrocchie del ripristino delle campane. Valutate le condizioni delle sette campane superstiti, si optò per l’aggiunta di materiale a quello fornito dallo stato e la rifusione dell’intero concerto. Per la raccolta dei fondi necessari alla realizzazione dell’opera fu istituita la commissione “Sottoscrizione pro nuove campane”, con anche una raccolta effettuata porta a porta dai sacerdoti.

Per la fusione del nuovo concerto, lo stato italiano incaricò la fonderia di Luigi e Giorgio Ottolina di Seregno (MB) alla quale venne commissionato un concerto di otto campane in scala diatonica di Sib2 maggiore.

L’opera fu compiuta nel 1950, i bronzi consegnati a Romano di Lombardia nel mese di agosto e consacrati domenica 27 agosto dal Vescovo di Bergamo Mons. Adriano Bernareggi. Nei giorni successivi le otto campane furono collocate sui due campanili dagli operai della fonderia Ottolina: le tre maggiori nel campanile sud e le cinque minori in quello nord.

Il concerto attuale

Dati i segni di cedimento che presentavano i castelli dei due campanili, nel 2006 si procedette al rifacimento degli stessi. Nella medesima occasione vi fu la volontà di ampliare il concerto, rendendo la possibilità di esecuzione dei suoni estremamente variegata e completa.

Vennero quindi commissionate alla Fonderia Allanconi di Bolzone di Ripalta Cremasca quattro nuove campane: Mi3, Si3, Do4 e Re4.

Attualmente il concerto è disposto nel seguente modo: le quattro campane maggiori del 1950 nella torre Sud, le restanti nel campanile Nord.

La singolare disposizione su due campanili ha sicuramente posto qualche difficoltà all’esecuzione dei suoni della tradizione campanaria bergamasca. Si racconta che per eseguire concerti con tutte le campane i campanari si recavano direttamente nella cella e il direttore delle suonate dava comandi al centro della balconata tra i due campanili.

Durante i festeggiamenti per il V centenario dell’Apparizione di San Defendente, che si svolsero dal 13 al 15 settembre 1924, fu premiato il signor Manenti Carlo per aver creato un sistema per suonare a tastiera le dieci campane seppure divise nelle due torri.

Il concerto è stato completamente elettrificato nel 1960.
Con gli interventi del 2006 è stata collocata sul campanile nord una tastiera manuale che consente il suono d’allegrezza sulle campane Fa3, Sol3, La3, Sib3, Si3, Do4 e Re4.

Articolo: Campanari Città di Bergamo
Foto: Maurizio Bertazzolo